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(Editoriali)

INEWS 15 | Sconto in fattura per i Bonus Edilizia

> Ordinariamente le detrazioni spettanti per i vari bonus edilizi possono essere recuperati mediante presentazione della dichiarazione dei redditi (730 o Unico). Per ovviare alle tempistiche di recupero (5 o 10 anni) e al problema dei contribuenti incapienti ai fini IRPEF, con l’art. 121 DL 34/2020 sono stati introdotti due ulteriori modalità di recupero delle predette detrazioni:
  a) Lo sconto in fattura
  b) Cessione delle detrazioni a soggetti terzi (anche istituti creditizi)


 

Lo sconto in fattura si sostanzia su un contributo diretto sul corrispettivo effettuato direttamente dal fornitore del servizio. Sarà poi il fornitore stesso a trasformare lo sconto pattuito in credito d’imposta (utilizzandolo quindi lui stesso direttamente in compensazione) o in denaro cedendolo a terzi.

Questa metodologia permette quindi al contribuente di monetizzare immediatamente il credito d’imposta riconosciutoli senza dover aspettare i 5/10 anni propri della detrazione (trasferendo il problema quindi in capo al fornitore del servizio). Ovviamente il fornitore sopporterà costi diretti potendo usufruire del credito ceduto non immediatamente ma per il periodo della detrazione originaria (5/10 anni). Il fornitore potrà quindi pattuire col contribuente un acquisto del credito inferiore alla pari per ovviare ai costi fi nanziari ed amministrativi che deve sopportare.

Esempio

Il contribuente Tizio commissiona il rifacimento della facciata del proprio stabile all’impresa Antonio per un importo pattuito dei lavori di euro 100.000.=. Il bonus facciate è pari al 90% delle spese e quindi pari a 90.000.= in dieci anni. Le parti (liberamente e a loro piacere) si accordano per una cessione integrale del bonus al prezzo di 70.000.= Quindi Antonio emetterà una fattura per 100.000.= a Tizio indicando uno sconto in fattura di 70.000.=, Tizio bonifi cherà ad Antonio 30.000.= e comunicherà all’agenzia delle entrate che ha ceduto il credito di 90.000.= ad Antonio. Antonio a questo punto potrà cedere a sua volta i 90.000.= di credito ottenuto (ma pagato 70.000) ad una banca che lo comprerà (per esempio) a 75.000= (generando quindi un ulteriore utile per Antonio di 5.000)

Lo sconto in fattura è riconosciuto per gli interventi di recupero edilizio, per gli interventi ricompresi nel 110%, per gli interventi di effi cienza energetica (circolare 24/2020), per il bonus facciate e per le misure antisismiche. Lo sconto non è possibile applicarlo agli interventi di realizzazione di autorimesse e posti auto, di eliminazione barriere architettoniche, di misure anti-effrazione, cablatura edifici bonifica dell’amianto. Per queste tipologie di interventi la detrazione deve essere necessariamente richiesta in sede di dichiarazione dei redditi.

La norma è di particolare interesse per i cosiddetti incapienti ovverossia coloro la cui IRPEF è talmente bassa da non potergli permettere di utilizzare integralmente e/o parzialmente le detrazioni ottenute. Con lo sconto in fattura possono pertanto “aggirare” il problema cedendo il loro credito senza farlo transitare in dichiarazione. Per poter usufruire dell’agevolazione i contribuenti devono possedere redditi imponibili ai fini IRPEF/sostitutive.

Rientrano in questa categoria, per esempio, anche i soggetti che posseggono unicamente redditi di fabbricati non locati (es. possessori unicamente di abitazione principale senza altri redditi).
Non sono agevolati invece coloro che non posseggono redditi imponibili in Italia (ad esempio residente estero che conduce in locazione un immobile in Italia).

Lo sconto in fattura è ammesso (ovviamente in base alla tipologia di detrazione riconosciuta), sia ai soggetti IRPEF che ai soggetti IRES. L’opzione sconto in fattura può essere utilizzato a discrezione del contribuente e non è vincolato da scelte precedenti. Quindi nel caso il contribuente abbia diritto a più detrazioni, per ognuna di esse può decidere se usufruire della norma in questione indipendentemente dalle scelte precedenti.

Esempio:

Tizio ha ceduto ad Antonio il bonus facciate ma ha anche diritto ad un bonus ristrutturazione (50%) e un Bonus Energetico (65%). Liberamente decide di cedere ad una banca il bonus del 50% mentre utilizzerà direttamente in sede di Unico il 65%.

 

Dott. Fabrizio Francescut | Studio Francescut | fabrizio@francescut.it | www.francescut.it