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    <title>L'Immobiliare - Comunicazioni del Network Immobiliare</title>
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<title><![CDATA[TROVOCASA - CORRIERE DELLA ...]]></title>
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<pubDate>2012-02-21 08:00:00 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[<p>Prosegue l'importante iniziativa pubblicitaria presentata dalle Agenzie L'Immobiliare.com di Milano e Provincia sul CORRIERE DELLA SERA, inserto TROVOCASA.<br /><br />Di seguito la pagina pubblicitaria pubblicata il giorno 15 febbraio 2012.<br /><br /><a href="http://www.limmobiliare.com/archivio/filetiny/20120221110236.jpg" rel="example1"><img src="http://www.limmobiliare.com/archivio/filetiny/20120221110236.jpg" border="0" alt="" width="300" /></a></p>]]></description>
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<title><![CDATA[All'agente immobiliare costa ...]]></title>
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<pubDate>2012-02-10 08:00:00 +0000</pubDate>
<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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<category><![CDATA[Immobiliare]]></category>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>ALL'AGENTE IMMOBILIARE COSTA CARO USCIRE DAL NETWORK</strong><br /><br /><img style="float: left; margin: 8px; border: 0pt none;" src="http://www.limmobiliare.com/archivio/filetiny/20120210114309.jpg" alt="" width="260" height="133" />Vita dura per gli agenti immobiliari che scelgono di abbandonare il franchisor. Oltre alle penali per risolvere il contratto, continuare esercitare nella zona di competenza diventa sempre pi&ugrave; difficile: staccare l'insegna per poi svolgere l'attivit&agrave; in modo indipendente si scontra con la clausola di "non concorrenza", presente in molti contratti di franchising immobiliare.<br />&laquo;Due mesi fa ho disdetto un contratto che aveva l'obbligo di preavviso di ben 12 mesi &ndash; racconta Tiziana su Immobilio.it, una delle pi&ugrave; grandi community online del settore &ndash;. Di l&igrave; a poco ho dovuto chiudere l'attivit&agrave;, in perdita, viste le difficolt&agrave; del mercato e gli esosissimi oneri legati al franchising. Il franchisor mi ha recapitato una raccomandata nella quale mi cita un obbligo di tenere aperta l'agenzia, nonostante le perdite economiche, per tutta la durata del preavviso. In pi&ugrave;, avendo gi&agrave; chiuso, "visto il danno d'immagine", mi obbliga a versare le numerose royalties mancanti entro 7 giorni, pena l'azione legale e il risarcimento del danno&raquo;. Quello di Tiziana &egrave; solo uno dei tanti casi raccontati su internet. Con la crisi &egrave; cresciuto il numero di affiliati che decidono di staccarsi dal network, cercando "sollievo" senza il peso delle royalities. Ma dopo poche ore ricevono richieste di risarcimento o notifiche di ingenti penali, raggiunti dalla lettera di un avvocato o direttamente dal gruppo di franchising.<br /><br />Alcune richieste possono essere pretestuose, a volte contestabili, ma osservando le clausole dei contratti di affiliazione proposti dai principali network italiani appare chiaro che uscire dal network non mai davvero facile. Nei casi di inadempimento (anche parziale) o di ritardo, la rete Gabetti ad esempio &laquo;conviene a favore dell'affiliante e a carico dell'affiliato una penale da 20mila a 25mila euro&raquo;.<br /><br />Per quanto riguarda Tecnocasa, invece, al franchisee &egrave; consentita la facolt&agrave; di recesso con preavviso di 30 giorni, &laquo;esclusivamente nell'ipotesi di comprovato insuccesso dell'iniziativa&raquo;, di cui il bisogner&agrave; dare prova documentata, pena l'inefficacia del recesso stesso. In caso di cessazione, comunque, l'affiliato non potr&agrave; pi&ugrave; &laquo;sfruttare il marchio, l'insegna e il know-how che gli &egrave; stato trasmesso&raquo; ed &laquo;evitare di sfruttare il fatto di essere stato un operatore dell'organizzazione Tecnocasa, acquisendo grazie a questo precedente la fiducia del cliente&raquo;. Il noto franchising immobiliare aggiunge un &laquo;patto di non concorrenza&raquo; che, in caso non venga rispettato, determiner&agrave; un diritto al risarcimento degli eventuali danni causati al franchisor: quest'ultimo avr&agrave; la facolt&agrave; di chiedere, per la violazione anche parziale di ciascun obbligo contrattuale, una penale di valore non inferiore alla royalty annuale e pari all'ammontare di un anno di fatturato del franchisee, con riferimento ai 12 mesi precedenti.<br /><br />Anche il contratto di SoloAffitti rimanda alla normativa sul divieto di concorrenza, successivo alla cessazione di un contratto di franchising, prevista dal Regolamento Comunitario 330/2010: all'articolo 4 &egrave; prevista la limitazione del divieto di concorrenza ad un anno e, nel caso specifico, &egrave; riferito alla sola attivit&agrave; di mediazione riferita alle locazioni. &laquo;Il divieto di concorrenza vale solo nella zona dove l'affiliato ha operato fino a quel momento con il nostro marchio - afferma Francesca Cantoni di SoloAffitti &ndash; e serve per tutelare il franchisor dalla possibilit&agrave; di rivendersi quella zona. Per quanto ci riguarda, per&ograve;, nessuno vieta all'ex affiliato di seguire le compravendite, non essendo oggetto del nostro business&raquo;. SoloAffitti prevede la possibilit&agrave; di recesso tramite raccomandata in qualsiasi momento, ma con un preavviso di 12 mesi: se non viene rispettato sar&agrave; necessario pagare le mensilit&agrave; necessarie a coprire il periodo di preavviso.<br /><br />Oltre a una penale forfettaria da trattare, &egrave; previsto un &laquo;periodo di rispetto&raquo; anche per chi esce da Fondocasa, limitato anche in questo caso alla zona di competenza contrattuale dove l'affiliato si impegna a non esercitare la stessa attivit&agrave; in proprio o con un altro marchio. Per Remax, infine, nessun patto di non concorrenza ma una penale pari alla fee di ingresso (solitamente tra i 10mila e i 18mila euro), con un preavviso di almeno 30 giorni.<br /><em><br />Fonte: Michela Finizio de Il sole 24 ore-Casa 24</em></p>]]></description>
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<title><![CDATA[TROVOCASA - CORRIERE DELLA ...]]></title>
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<pubDate>2012-02-09 08:00:00 +0000</pubDate>
<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
<category><![CDATA[notizie]]></category>
<category><![CDATA[news]]></category>
<category><![CDATA[Pubblicit&agrave;]]></category>
<description><![CDATA[<p>Prosegue l'importante iniziativa pubblicitaria presentata dalle Agenzie L'Immobiliare.com di Milano e Provincia sul CORRIERE DELLA SERA, inserto TROVOCASA.<br /><br />Di seguito la pagina pubblicitaria pubblicata ieri 8 febbraio 2012.<br /><br /><a href="http://www.limmobiliare.com/archivio/filetiny/20120209095632.jpg" rel="example1"><img src="http://www.limmobiliare.com/archivio/filetiny/20120209095632.jpg" border="0" alt="" width="300" /></a></p>]]></description>
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<title><![CDATA[Classificazione Energetica, facciamo ...]]></title>
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<pubDate>2012-02-09 08:00:00 +0000</pubDate>
<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
<category><![CDATA[notizie]]></category>
<category><![CDATA[news]]></category>
<category><![CDATA[Immobiliare]]></category>
<description><![CDATA[<p><strong>CLASSIFICAZIONE ENERGETICA, FACCIAMO IL PUNTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><br /><img style="float: left; border: 0pt none; margin: 5px;" src="http://www.limmobiliare.com/archivio/filetiny/20120209092359.jpg" alt="" width="148" height="121" />Da gennaio &egrave; legge, eppure il cammino per essere tutti in regola sembra ancora lungo: analizzando gli oltre 700.000 annunci presenti su Immobiliare.it abbiamo scoperto che solo il 12,7% degli immobili in affitto o in vendita possiede il certificato di prestazione energetica, nonostante questo sia obbligatorio.<br /><br /><strong>Un trend in crescita, ma a rilento</strong><br /><br />Visto che nei primi giorni di gennaio solamente il 4,7% delle inserzioni era in regola possiamo sicuramente parlare di un miglioramento; sono le differenze tra regione e regione a mostrare come ci siano state reazioni distinte nel recepimento della normativa. Se nel Nord Est, la percentuale di inserzioni immobiliari dotati di certificazione energetica &egrave; del 18,9%, e nel Nord Ovest &egrave; del 15,6%, le cose peggiorano nell&rsquo;Italia centrale, in cui si arriva all&rsquo;8,8% e in quella meridionale, in cui non si arriva nemmeno al 4% (3,8%, per l&rsquo;esattezza). Le province, poi, con la percentuale maggiore di annunci &ldquo;certificati&rdquo; sono Bolzano (con il 25,6%) e Trento (con il 22%). La provincia di Milano arriva all&rsquo;11,3%, quella di Torino al 10,2% e quella di Roma al 5,2%; fanalino di coda della classifica &egrave; la provincia di Palermo, che non arriva nemmeno all&rsquo;1% (&egrave; allo 0,9%). Come mai queste differenze? Sicuramente perch&eacute;, ad oggi, l&rsquo;unica regione che sanziona il mancato inserimento, che pure, lo ricordiamo, &egrave; obbligatorio, &egrave; la Lombardia (sono previste multe da 3.000 a 5.000 euro).<br /><br /><strong>Le altre regioni non si sono ancora pronunciate in merito<br /><br /></strong>In questa fase di incertezza i problemi maggiori, com&rsquo;&egrave; facile intuire, li hanno i privati: solo l&rsquo;1,5% dei loro&nbsp; annunci &egrave; dotato di indicazione della classificazione energetica dell&rsquo;immobile, contro il 12,9% degli annunci pubblicati da agenzie. &Egrave; bene ricordare, per&ograve;, che sono considerati validi solo quelle inserzioni immobiliari che, oltre alla classe energetica, riportano anche l&rsquo;indice di prestazione energetica dell&rsquo;immobile, come prescritto dalla normativa; questo valore si estrapola dall&rsquo;attestato di certificazione energetica e rende di conseguenza irregolari tutti quegli immobili che, attraverso una procedura di autocertificazione, erano stati collocati in maniera automatica nella classe G, la peggiore in assoluto. Non &egrave; pi&ugrave; consentito fare questo tipo di dichiarazione.<br /><br /><strong>Gli immobili in Italia, oggi</strong><br /><br />L&rsquo;introduzione della classificazione energetica &egrave; frutto della volont&agrave; di conoscere lo stato degli immobili in Italia e, di conseguenza, fornire delle risposte alla crisi energetica che si sta ponendo &ndash; mai come in questi giorni di maltempo e problemi di approvvigionamento &ndash; come un problema serio per la nazione. L&rsquo;Italia non ha ancora una sua politica energetica e non sapere nemmeno quanto consumino i nostri immobili &egrave; una lacuna a cui si cerca di riparare in questo modo.<br /><br />Dalle analisi sul primo campione dotato di certificazione si pu&ograve; dire che il 24% degli immobili censiti appartiene alla classe C, mentre una percentuale identica si trova nella classe G, la peggiore in assoluto: a questa categoria appartengono gli immobili pi&ugrave; vecchi, che non potrebbero arrivare in classe A nemmeno con radicali interventi di ristrutturazione.<br /><strong><br />Classi diverse, prezzi diversi</strong><br /><br />La classificazione energetica di appartenenza di un immobile non determina, da sola, sensibili variazioni di prezzo, anche perch&eacute; &egrave; piuttosto complesso separare il singolo fattore dalle condizioni generali dell&rsquo;immobile; &egrave; anche vero, per&ograve;, che immobili simili ma appartenenti a classi energetiche differenti possono avere un prezzo di vendita che pu&ograve; variare fino al 30% a seconda che siano in prima o in ultima classe. Un ragionamento analogo pu&ograve; essere fatto considerando gli immobili in locazione: se due appartamenti sono simili per dimensioni, stato e zona, occorre considerare anche la classe energetica a cui appartengono, in quanto la ripercussione maggiore sar&agrave; sulle bollette e le altre utenze. &Egrave; quindi bene sapere prima il livello di consumi dell&rsquo;immobile, per evitare brutte sorprese in bolletta.<br /><br />Fonte: Redazione immobiliare.it del 7/2/2012</p>]]></description>
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<title><![CDATA[Preliminare registrato - obbligo ...]]></title>
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<pubDate>2012-02-06 08:00:00 +0000</pubDate>
<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
<category><![CDATA[notizie]]></category>
<category><![CDATA[news]]></category>
<category><![CDATA[Immobiliare]]></category>
<description><![CDATA[<p>In riferimento all'obbligo della conservazione dei contratti preliminari da parte dell'Agente Immobiliare, alleghiamo di seguito articolo apparso su Il sole 24 ore di gioved&igrave; 1&deg; febbraio 2012.</p>]]></description>
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